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Paragrafo 7 . Dal 1846 al 1848:  dalle riforme alla Costituzione.

     
A  partire  dal 1846, nei principali stati italiani, inizi un  rapido
processo   riformistico,   culminante   con   la   concessione   della
Costituzione. Esso fu il risultato di una serie di eventi  concatenati
e  determinati  da  una  maggiore apertura dei  sovrani,  dall'intensa
attivit  del movimento liberale e dal malcontento popolare, originato
da una generale crisi economica.
     Il  primo  di  questa  serie di eventi si  verific  nello  Stato
pontificio. Qui, nel giugno del 1846 fu eletto papa, col nome  di  Pio
nono, il cardinale Giovanni Mastai Ferretti, noto per aver manifestato
interesse   nei   confronti  delle  idee  neoguelfe.  La   conseguente
soddisfazione  dei liberali divenne entusiasmo di massa,  quando,  nel
luglio  1846,  il  nuovo  pontefice  concesse  un'ampia  amnistia   ai
condannati  politici.  Nei mesi successivi, sull'onda  dell'entusiasmo
popolare, Pio nono accord una limitata libert di stampa e istitu la
guardia civica e la consulta di stato. L'adozione di questi e di altri
provvedimenti, che, in realt, lasciavano sostanzialmente  intatte  le
strutture  del  sistema politico, favor la diffusione  del  mito  del
"papa   liberale"  e  sembr  sanzionare  la  validit  del  programma
neoguelfo.  In  tal  senso, per altro, agiva anche  la  preoccupazione
manifestata dall'Austria, che, nel luglio del 1847, decise addirittura
un'azione   intimidatoria  nei  confronti  del  pontefice,   occupando
militarmente  la citt di Ferrara, nella quale, in base  agli  accordi
del congresso di Vienna, manteneva una guarnigione. Gli effetti furono
opposti  a  quelli voluti: Pio nono protest ufficialmente  presso  la
corte  di  Vienna, Carlo Alberto offr aiuto militare  al  papa  e  il
movimento liberale si rafforz ulteriormente.
     Sollecitati  dalle manifestazioni di massa e dalla pressione  dei
liberali,  il  granduca di Toscana e Carlo Alberto  attuarono  riforme
analoghe  a  quelle concesse dal papa, con il quale, nel novembre  del
1847, firmarono i preliminari per una lega doganale. Il duca di Modena
Francesco  quinto, succeduto al padre nel gennaio 1847,  e  Ferdinando
secondo di Napoli, mantennero invece un atteggiamento di chiusura.
     Tra  il  1847  e il 1848, la tensione politica, accentuata  dalle
vaste agitazioni popolari per l'aumento dei prezzi, la carestia  e  la
disoccupazione,  crebbe  rapidamente in tutti gli  stati.  Conseguenze
particolarmente rilevanti ebbero i fatti che si verificarono nel regno
delle due Sicilie: una rivoluzione, scoppiata a Palermo il 12 gennaio,
dilag  rapidamente in tutta l'isola, assumendo carattere separatista;
alla fine del mese insurrezioni scoppiarono anche nel
     
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     napoletano;  il  29 gennaio, Ferdinando secondo,  allo  scopo  di
salvare  la monarchia, annunci la concessione della Costituzione.  Lo
stesso furono costretti a fare il granduca di Toscana, Carlo Alberto e
Pio  nono,  tra  febbraio  e marzo del 1848,  spinti  dalla  pressione
popolare.
     Tutte  le  carte  costituzionali concesse dai  principi  italiani
erano alquanto moderate; infatti, ricalcando quella francese del 1830,
prevedevano un senato di nomina regia, una camera eletta sulla base di
un  censo  elevato e mantenevano ai sovrani ampi poteri. Esse comunque
conferivano ai maggiori stati indipendenti italiani quel carattere  di
liberalismo moderato, che gi si era affermato in altri paesi europei,
in particolare in Inghilterra e in Francia.
     Proprio  in  Francia, in quegli stessi giorni, era scoppiata  una
nuova   insurrezione,  che  avrebbe  segnato  l'inizio  di   un'ondata
rivoluzionaria in gran parte dell'Europa.
